Vita in iperattività

I tuoi diritti, un passo alla volta

I diritti non si attivano da soli: quasi sempre servono una richiesta scritta, il documento giusto e il riferimento alla norma. Scegli un percorso: troverai che cosa chiedere, i passi da seguire, le norme con il link ufficiale e modelli di lettera da adattare.

Quattro parole da non confondere

Diagnosi

La fa un clinico. Dice che cosa c’è, ma da sola non attiva diritti.

DSA

Dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia (L. 170/2010). Con la diagnosi la scuola deve redigere un PDP con strumenti compensativi e misure dispensative. Da soli non danno diritto all’insegnante di sostegno.

BES

Bisogni educativi speciali. L’ADHD, i disturbi del linguaggio, la disprassia e altri disturbi evolutivi specifici vi rientrano (Direttiva del 27 dicembre 2012) e danno accesso alla personalizzazione con il PDP, per decisione motivata della scuola.

Disabilità certificata

Si basa sull’impatto sul funzionamento (art. 3 della L. 104/1992) e apre a PEI, GLO e, quando previsto, al sostegno. Né con l’ADHD né con l’autismo è automatica: conta l’impatto accertato.

La L. 170/2010 riguarda solo i DSA: ADHD, disturbi del linguaggio e altri BES seguono la Direttiva del 2012, mentre l’autismo, quando l’impatto è significativo, passa dalla certificazione di disabilità. Un disegno di legge dedicato all’ADHD (S. 904, XIX legislatura) propone di riconoscerlo come patologia invalidante e di istituire centri regionali: non risulta ancora approvato. Fascicolo del Senato.

A scuola: PDP, PEI e sostegno

A scuola gli strumenti dipendono da che cosa è riconosciuto. Con una diagnosi di DSA la scuola deve redigere un PDP (L. 170/2010); per ADHD, disturbi del linguaggio, disprassia e altri BES il PDP è una scelta motivata del consiglio di classe; con una certificazione di disabilità (art. 3 della L. 104/1992, per esempio nell’autismo o nell’ADHD con forte impatto) si attivano PEI, GLO e, quando previste, le ore di sostegno.

Che cosa puoi chiedere

Un colloquio con il team docenti o il consiglio di classe per condividere diagnosi e bisogni.
Un PDP con strategie didattiche, strumenti compensativi e misure dispensative. Con una diagnosi di DSA la scuola deve redigerlo (L. 170/2010); per ADHD, disturbi del linguaggio, disprassia e altri BES la decisione spetta al consiglio di classe, che deve motivarla.
Con la certificazione: la convocazione del GLO, un PEI condiviso e la motivazione delle ore di sostegno proposte.
Una valutazione coerente con il PDP o con il PEI e, per i DSA, tempi più lunghi e strumenti compensativi anche negli esami (L. 170/2010).
Copia dei documenti (PDP, PEI, verbali del GLO) e il rispetto dei tempi: giugno e, per nuovi iscritti o nuove certificazioni, 15 ottobre (D.L. 170/2026, in conversione).

Come procedere

1 Consegna la diagnosi o la certificazione in segreteria o al dirigente e chiedi un colloquio con i docenti.
2 Chiedi per iscritto il PDP (modello 1). Per i DSA la scuola deve redigerlo; per gli altri BES il consiglio di classe o il team decide e motiva la scelta.
3 Se hai la certificazione di disabilità e il Profilo di funzionamento, consegnali: la scuola convoca il GLO per il PEI.
4 Partecipa al GLO, leggi il PEI prima di firmarlo e chiedine copia (modello 2).
5 Se qualcosa non viene applicato, annota date e fatti e passa al percorso Tutela.

Il D.L. 170/2026 è in vigore dal 1° ottobre 2026 ma va convertito in legge: il testo può cambiare.

Norme di riferimento

Modelli di richiesta da adattare

Sostituisci i testi tra parentesi quadre. Sono modelli di partenza e non sostituiscono la consulenza di un legale.

Modello 1: richiesta di colloquio e di PDP

Quando c’è una diagnosi (DSA, ADHD, disturbo del linguaggio o altro) e vuoi attivare la personalizzazione didattica.

Oggetto: richiesta di colloquio e di Piano Didattico Personalizzato (PDP) per [nome e cognome dell’alunno/a], classe [classe]

Al Dirigente scolastico di [nome dell’istituto]
e p.c. ai docenti della classe [classe]

Io sottoscritto/a [nome e cognome], genitore di [nome dell’alunno/a], frequentante la classe [classe], Le comunico che a mio/a figlio/a è stata formulata una diagnosi di [DSA / ADHD / disturbo del linguaggio / altro] da [servizio o centro] in data [data] (documento allegato).

Chiedo:
1. un colloquio con i docenti della classe entro [15] giorni, per condividere la diagnosi e i bisogni di [nome];
2. che il consiglio di classe (o il team docenti) predisponga il Piano Didattico Personalizzato, con strategie didattiche, strumenti compensativi e misure dispensative adeguati ai bisogni di [nome] [se DSA: ai sensi della L. 170/2010 e del D.M. 5669/2011; negli altri casi: come previsto per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali dalla Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 e dalla C.M. n. 8 del 6 marzo 2013];
3. di ricevere per iscritto la decisione e, se il PDP non venisse adottato, le motivazioni.

Resto a disposizione per un incontro. Distinti saluti.
[Luogo e data]
[Firma]
Allegati: [diagnosi o relazione clinica]
Modello 2: richiesta di GLO e copia del PEI

Quando c’è una certificazione di disabilità e vuoi partecipare al GLO e al PEI.

Oggetto: richiesta di convocazione del GLO e di copia del PEI, [nome e cognome dell’alunno/a], classe [classe]

Al Dirigente scolastico di [nome dell’istituto]

Io sottoscritto/a [nome e cognome], genitore di [nome dell’alunno/a], in possesso di certificazione di disabilità [e di Profilo di funzionamento] già consegnati alla scuola, chiedo:
1. la convocazione del Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO) per l’approvazione o l’aggiornamento del PEI, con congruo preavviso e con l’indicazione di data, ora e partecipanti;
2. di ricevere in anticipo la bozza del PEI, comprensiva della proposta di ore di sostegno e della relativa motivazione;
3. copia del verbale del GLO e del PEI approvato.

Riferimenti: art. 15 c. 10 della L. 104/1992; art. 7 del D.Lgs. 66/2017 (come modificato dal D.L. 170/2026, in corso di conversione); D.I. 182/2020 e D.I. 153/2023.

Distinti saluti.
[Luogo e data]
[Firma]

Salute: diagnosi, certificazione, progetto di vita

La diagnosi e i trattamenti (logopedia, psicomotricità, interventi psicoeducativi) passano dai servizi sanitari specializzati. Certificazione di disabilità e progetto di vita sono percorsi amministrativi a parte e dipendono dall’impatto sul funzionamento, non dal nome della diagnosi. Dal 2024 è in corso una riforma (D.Lgs. 62/2024): la procedura cambia in base alla provincia.

Che cosa puoi chiedere

Una valutazione diagnostica: per i minori nel servizio di neuropsichiatria infantile (NPIA) dell’ASST o in un centro di riferimento; per gli adulti in un centro per l’ADHD o per l’autismo dell’adulto o in un servizio di salute mentale.
Una relazione clinica che descriva l’impatto delle difficoltà a scuola, in famiglia e nel lavoro.
La presa in carico riabilitativa quando indicata: logopedia per i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, psicomotricità per i disturbi della coordinazione, interventi psicoeducativi per l’autismo. Di solito passano dal servizio NPIA dell’ASST o da strutture accreditate; tempi e liste d’attesa variano.
Se ne ricorrono i presupposti: certificazione di disabilità in età evolutiva e Profilo di funzionamento ai fini dell’inclusione scolastica. Per i DSA serve la certificazione diagnostica del servizio sanitario o di una struttura privata accreditata (in Lombardia autorizzata dalla Regione), di norma da aggiornare al passaggio di ciclo.
La valutazione di base presso INPS. Nelle province in sperimentazione il certificato medico introduttivo vale come domanda.
La valutazione multidimensionale e il progetto di vita. In Lombardia lo predispone il Comune d’intesa con l’ASST, entro 90 giorni dalla richiesta (L.R. 13/2026).

Come procedere

1 Parlane con il pediatra o con il medico di base: può indirizzarti al servizio giusto.
2 Porta osservazioni concrete di casa e scuola: il diario nella sezione Strumenti serve a questo.
3 Dopo la diagnosi chiedi al clinico se ci sono i presupposti per la certificazione: non è automatica.
4 Verifica se la tua provincia è in sperimentazione. In Lombardia lo sono Brescia, Bergamo, Como, Mantova, Milano, Pavia e Sondrio; altrove vale la procedura precedente fino al 31/12/2026.
5 Dal 1° gennaio 2027 la nuova procedura vale in tutta Italia: conserva ogni documento e ogni data.

Le procedure cambiano in fretta: controlla sempre le indicazioni di INPS e della tua ASST.

Lavoro e vita adulta

Le tutele più forti (accomodamenti ragionevoli, collocamento mirato, permessi) richiedono il riconoscimento di una disabilità. Anche senza, si può chiedere flessibilità al datore di lavoro e farsi sostenere da un patronato o da un’associazione.

Che cosa puoi chiedere

Adattamenti organizzativi concreti: istruzioni e scadenze scritte, pause, ambiente meno rumoroso, flessibilità di orario.
Con una disabilità riconosciuta: accomodamenti ragionevoli (D.Lgs. 62/2024) e parità di trattamento (D.Lgs. 216/2003).
Collocamento mirato (L. 68/1999), se ne ricorrono i requisiti.
Per chi assiste una persona con disabilità in situazione di gravità (art. 3 c. 3 L. 104/1992): permessi retribuiti e congedo straordinario (art. 33 L. 104/1992, art. 42 D.Lgs. 151/2001, D.Lgs. 105/2022).
All’università: informati presso il servizio per la disabilità e i DSA dell’ateneo su che cosa prevede per l’ADHD.

Come procedere

1 Verifica con il tuo medico se esiste una documentazione sull’impatto funzionale delle difficoltà.
2 Scrivi una richiesta concreta: che cosa serve, a che cosa serve, per quanto tempo (modello 5).
3 Scegli con attenzione che cosa condividere: puoi usare il medico competente come tramite.
4 Chiedi supporto a un patronato o a un’associazione (in Lombardia, per esempio, LEDHA).
5 Se ricevi un rifiuto o un trattamento peggiore, conserva la documentazione e passa al percorso Tutela.

La legge non riconosce automaticamente l’ADHD come disabilità: conta l’accertamento dell’impatto funzionale.

Norme di riferimento

Modelli di richiesta da adattare

Sostituisci i testi tra parentesi quadre. Sono modelli di partenza e non sostituiscono la consulenza di un legale.

Modello 5: proposta di adattamenti sul lavoro

Per proporre adattamenti concreti al datore di lavoro.

Oggetto: proposta di adattamenti organizzativi

A [responsabile risorse umane / diretto responsabile]

Io sottoscritto/a [nome e cognome], [ruolo], Le scrivo per proporre alcuni adattamenti che mi aiuterebbero a svolgere al meglio le mie mansioni:
- [ad esempio: istruzioni e scadenze comunicate per iscritto]
- [ad esempio: pause brevi programmate / ambiente meno rumoroso]
- [ad esempio: flessibilità di orario per ...]

Posso condividere la documentazione clinica a supporto nei limiti e con le modalità che riterrà opportune [oppure: tramite il medico competente].
Resto disponibile per un incontro per definire insieme soluzioni sostenibili per l’organizzazione.

Riferimenti: D.Lgs. 216/2003; D.Lgs. 62/2024 (accomodamento ragionevole).

Distinti saluti.
[Luogo e data]
[Firma]

Se un diritto viene negato

Di solito funziona salire un gradino alla volta: richiesta scritta, accesso agli atti, reclamo, segnalazione a chi vigila e, solo dopo, la via legale. Ogni gradino costruisce la documentazione per il successivo.

Che cosa conservare

Diagnosi, certificazioni, PDP, PEI e verbali.
Ogni richiesta inviata, con data e protocollo (o ricevuta della PEC), e le risposte ricevute.
Nome e ruolo di chi ha risposto, date e partecipanti degli incontri, con un breve verbale scritto subito dopo.
Un elenco cronologico dei fatti: che cosa è stato chiesto, che cosa è stato fatto, che cosa no.

Come procedere

1 Chiedi per iscritto, con data e protocollo o PEC, citando la norma e allegando il documento che attesta il bisogno.
2 Chiedi l’accesso agli atti per leggere decisioni e verbali (modello 3).
3 Invia un reclamo o una diffida a chi dirige l’ufficio, con un termine per rispondere (modello 4).
4 Segnala a chi vigila: l’ufficio relazioni con il pubblico, l’Ufficio Scolastico Regionale per la scuola, l’ASST per i servizi sanitari, il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
5 Valuta con un legale o con un’associazione la via giudiziaria: la L. 67/2006 prevede un’azione civile contro le discriminazioni fondate sulla disabilità, anche promossa da associazioni.

Prima di agire in giudizio rivolgiti a un legale o a un’associazione di tutela: tempi e forme contano. In Lombardia il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA offre ascolto, consulenza e interventi anche fuori dal tribunale.

Norme di riferimento

Modelli di richiesta da adattare

Sostituisci i testi tra parentesi quadre. Sono modelli di partenza e non sostituiscono la consulenza di un legale.

Modello 3: richiesta di accesso agli atti

Quando ti servono documenti, verbali o decisioni per capire che cosa è successo.

Oggetto: richiesta di accesso agli atti (artt. 22 e seguenti della L. 241/1990)

A [scuola, ente o ufficio]

Il/La sottoscritto/a [nome e cognome], nato/a a [luogo] il [data], in qualità di [genitore / tutore / interessato], chiede di prendere visione e di estrarre copia dei seguenti documenti:
- [documento 1: ad esempio verbale del GLO del ...]
- [documento 2: ad esempio PEI o PDP in vigore]
- [documento 3: ad esempio provvedimento sulle ore di sostegno]

Motivazione: tutelare i diritti di [nome e cognome dell’alunno/a o dell’interessato], destinatario/a dei documenti richiesti.
Modalità di ricevimento: [copia cartacea / email / PEC].

Distinti saluti.
[Luogo e data]
[Firma]
Modello 4: reclamo e richiesta di ripristino

Quando una richiesta è rimasta senza risposta o è stata respinta senza motivazione.

Oggetto: reclamo e richiesta di ripristino di un diritto, [nome e cognome]

A [dirigente / responsabile dell’ufficio]
p.c. [Ufficio Scolastico Regionale / ASST / altro ente, se opportuno]

Con riferimento alla mia richiesta del [data] (protocollo [numero]), rimasta senza risposta / respinta senza motivazione, segnalo quanto segue:
[Fatti in ordine cronologico: che cosa è stato chiesto, che cosa è stato risposto o non è stato fatto, con le date.]

Ritengo che ciò non sia conforme a [norma o documento di riferimento: ad esempio il PEI approvato il ...].
Chiedo pertanto, entro [15] giorni dal ricevimento di questa comunicazione:
1. [azione richiesta];
2. una risposta scritta e motivata.

In mancanza, mi riservo di rivolgermi alle autorità competenti e di tutelare i diritti di [nome] nelle sedi opportune, anche con il supporto di un’associazione.

Distinti saluti.
[Luogo e data]
[Firma]

La scuola in pratica

Chi fa che cosa

Dirigente scolastico: organizza il procedimento, costituisce e convoca il GLO e cura il raccordo per le risorse.

Tutti i docenti della classe: partecipano alla progettazione, all’osservazione e all’attuazione degli interventi. La responsabilità educativa non è del solo docente di sostegno.

Docente di sostegno: è contitolare della classe e partecipa alla progettazione e alla valutazione.

Personale ATA (assistenza di base): il collaboratore scolastico dà ausilio materiale non specialistico agli alunni con disabilità: accesso, spostamenti, uso dei servizi igienici e igiene personale (CCNL Istruzione e ricerca). Non coincide con l’ASACOM.

ASACOM (assistenza all’autonomia e alla comunicazione): servizio specialistico organizzato dall’ente competente. In Lombardia vedi la pagina Lombardia.

Servizi sanitari: accertamento, certificazione, profilo di funzionamento e raccordo multidisciplinare.

Famiglia: presenta la documentazione, comunica gli aggiornamenti rilevanti e partecipa al progetto. Non assume gli obblighi di servizio della scuola e degli enti.

PEI, GLO, GLI, profilo di funzionamento: che differenza c’è

Profilo di funzionamento: descrive il funzionamento della persona e i bisogni di supporto (modello bio-psico-sociale). È documentazione sanitaria e multidisciplinare: non coincide con il PEI.

PEI: progetta ogni anno il percorso educativo e didattico: obiettivi, modalità di verifica, interventi e organizzazione dei supporti. Non è un documento del solo docente di sostegno.

GLO: gruppo che elabora e approva il PEI del singolo alunno, con i docenti, la famiglia e le figure professionali previste.

GLI e Piano per l’inclusione: lavorano a livello di istituto e non sostituiscono il GLO.

Progetto di vita: è più ampio della scuola, coordina sostegni e obiettivi nei diversi contesti di vita e deve raccordarsi con il PEI.

PEI e PDP non sono intercambiabili: il PEI è per gli alunni con disabilità certificata, il PDP per DSA e altri BES.

Calendario del PEI e novità del D.L. 170/2026

Prima del D.L. 170/2026 il calendario ordinario (D.I. 182/2020, testo coordinato con il correttivo del 2023) prevedeva: composizione del GLO e raccolta della documentazione a inizio anno; approvazione del PEI definitivo di norma entro il 31 ottobre; almeno una verifica intermedia tra novembre e aprile; verifica finale entro il 30 giugno; PEI provvisorio entro giugno per i nuovi ingressi.

Dal 1° ottobre 2026 il D.L. 170/2026 riscrive i tempi: per i nuovi iscritti o le nuove certificazioni PEI provvisorio a giugno e definitivo entro il 15 ottobre; per chi resta nella stessa scuola PEI definitivo a giugno, con aggiornamenti nelle prime due settimane di ottobre. Il PEI definisce, con adeguata motivazione, le ore di sostegno da assegnare alla classe.

Il decreto è in conversione al Senato (scadenza 29 novembre 2026) e sono in discussione emendamenti su tempi del PEI, ore di sostegno e riunioni del GLO online: il testo può cambiare. Testo su Normattiva.

Verbali: per ogni riunione del GLO è previsto un verbale e i componenti hanno accesso al PEI e ai verbali.

Tre questioni delicate

Orario ridotto. Secondo il testo coordinato del decreto sul PEI, la frequenza non integrale è collegata a esigenze sanitarie eccezionali e documentate e a un percorso condiviso e motivato: non è la soluzione ordinaria alla carenza di personale.

Percorso personalizzato o differenziato (secondaria di secondo grado). Il percorso personalizzato, con prove equipollenti, porta al titolo di studio; il differenziato porta all’attestato di credito formativo. La scelta incide sul titolo finale e va condivisa con la famiglia; il D.I. 153/2023 disciplina anche il rientro dal differenziato al personalizzato alle condizioni previste.

Profilo di funzionamento non ancora disponibile. Nella fase transitoria le informazioni si ricavano dalla diagnosi funzionale e dal profilo dinamico funzionale già disponibili: l’incompletezza del nuovo sistema documentale non è un motivo per sospendere la progettazione.

Altri approfondimenti

Legge 104, congedi, priorità per chi assiste e indicazioni INPS 2026.

Accertamento, indennità e importi 2026, ISEE.

Fisco, IVA agevolata, contrassegno, Carta europea.

Ausili, riabilitazione dei minori, aggiornamento dei LEA.

Servizi e competenze regione per regione: si parte dalla Lombardia.

Che cosa sta cambiando

D.L. 170/2026: PEI e ore di sostegno
In vigore dal 1° ottobre 2026 e in conversione al Senato entro il 29 novembre: il testo può cambiare.
Riforma della disabilità
La sperimentazione si estende e la nuova procedura si applica in tutta Italia dal 1° gennaio 2027.
LEA
L’aggiornamento è in vigore dal 30 ottobre 2026: verifica che cosa cambia per ausili e prestazioni.
Caregiver familiare
Il disegno di legge approvato dalla Camera il 14 ottobre 2026 è ora al Senato: non è ancora legge.
Carta europea della disabilità
Il recepimento della direttiva (UE) 2024/2841 è in corso.
Lombardia: non autosufficienza
Dal 2026 le misure Sostegno e Servizi hanno sostituito B1 e B2; le finestre per le nuove domande sono fissate da Regione e Ambiti.

Gli atti annuali (ordinanze sugli esami, note sulle iscrizioni, circolari INPS, delibere regionali) cambiano ogni anno: usa sempre il testo vigente e verifica prima di presentare richieste formali, diffide o ricorsi.