Chi assiste una persona con disabilità ha diritto, a certe condizioni, a permessi retribuiti, congedi e priorità sul lavoro. Quasi sempre serve che alla persona assistita sia riconosciuta la disabilità in situazione di gravità (art. 3, comma 3, L. 104/1992). Il riconoscimento non è automatico con l’ADHD, con l’autismo o con altre condizioni: conta l’accertamento dell’impatto.
Le norme principali
L. 104/1992, art. 33: permessi
Tre giorni di permesso retribuito al mese, anche frazionabili a ore, per assistere un familiare con disabilità grave non ricoverato a tempo pieno (comma 3). Il lavoratore con disabilità grave ha permessi propri, e ci sono tutele sulla scelta della sede di lavoro più vicina e limiti al trasferimento.
Testo vigente
L. 183/2010, art. 24
Prima grande riforma dell’art. 33: ha ristretto la cerchia dei familiari e introdotto il «referente unico», poi eliminato nel 2022.
Testo vigente
D.Lgs. 105/2022
Attua la direttiva europea sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Ha eliminato il referente unico: più familiari possono essere autorizzati ad assistere la stessa persona, in alternativa tra loro. Prevede anche tutele contro le discriminazioni per chi usa i permessi.
Testo vigente
D.Lgs. 151/2001, artt. 33 e 42
Congedo parentale prolungato per i figli con disabilità grave (art. 33) e congedo straordinario retribuito fino a due anni nell’intera vita lavorativa per assistere un familiare con disabilità grave, con un ordine di priorità tra i familiari e regole sulla convivenza (art. 42, comma 5). Per il 2026 l’INPS ha fissato il tetto annuo rivalutato di indennità e contributi (circolare INPS 6/2026).
Testo vigente
L. 81/2017, art. 18, comma 3-bis: lavoro agile
Il datore di lavoro deve riconoscere priorità alle richieste di lavoro agile dei genitori di figli con disabilità grave, dei lavoratori con disabilità grave e dei caregiver.
Testo vigente
Personale della scuola
Valgono le stesse regole di legge, con gli aspetti contrattuali del CCNL del comparto. Anche per i docenti e il personale ATA il limite mensile dei permessi è quello fissato dalla legge.
L. 106/2025: lavoratori con malattie gravi e genitori di minori
In vigore dal 9 agosto 2025 (G.U. n. 171 del 25 luglio 2025). Riguarda i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con malattie oncologiche, invalidanti o croniche (anche rare) che comportino un’invalidità di almeno il 74%:
congedo non retribuito fino a 24 mesi, continuativo o frazionato, con conservazione del posto di lavoro; e, dal 1° gennaio 2026,
10 ore annue di permesso retribuito in più per visite, esami e cure, con copertura contributiva figurativa. Le 10 ore spettano anche ai genitori di figli minorenni con le stesse patologie o con invalidità di almeno il 74%. Si aggiungono alla legge 104, non la sostituiscono. Istruzioni INPS: circolare n. 152 del 19 dicembre 2025.
Testo vigenteCaregiver familiare: legge in arrivo
Il disegno di legge A.C. 2789 è stato approvato dalla Camera il 14 ottobre 2026 ed è ora al Senato (A.S. 2063): non è ancora legge.
Testo
Più familiari: i tre giorni sono in totale
Con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026 l’INPS ha chiarito che il limite di tre giorni al mese è complessivo per la persona assistita, anche quando più familiari sono autorizzati, e che i permessi vanno usati in alternativa tra loro. Se il limite viene superato, o se i permessi sono usati nello stesso momento, l’INPS recupera le somme indebitamente percepite. Concordate le giornate in anticipo e tenetene traccia. Sintesi della circolare
Come si chiedono
1Verifica che la persona assistita abbia il verbale di handicap in situazione di gravità (art. 3, comma 3).
2Nel settore privato la domanda si presenta all’INPS, online o con un patronato; i dipendenti pubblici si rivolgono alla propria amministrazione.
3Comunica al datore di lavoro le giornate di permesso, con il preavviso previsto dal contratto.
4Se i familiari autorizzati sono più d’uno, concordate un calendario condiviso.
Le regole cambiano e dipendono dal contratto: confermale con il datore di lavoro, un patronato o l’INPS prima di presentare la domanda. Per i diritti sul lavoro di chi ha un ADHD o un’altra condizione vedi anche il percorso «Lavoro» nella guida ai diritti.